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«La Kabbalah – letteralmente “tradizione”, ossia la tradizione delle cose divine – è la mistica ebraica. Ha una lunga storia, e per molti secoli ha esercitato una forte influenza su quei gruppi del popolo ebraico che aspiravano a una piú profonda comprensione delle forme tradizionali e delle concezioni dell’ebraismo.»
La dote che Walter Benjamin diceva di ammirare di piú nei primi lavori di Scholem sulla Kabbalah e sulla mistica ebraica era «la profonda umanità che si esprime nel proposito, realizzato con successo, di avvicinare nel modo piú utile e al tempo stesso piú sorprendente all’intelletto non iniziato, armato solo della sua attenzione, un testo come questo». Quell’apprezzamento si addice perfettamente a questo libro, in cui Scholem guida il lettore nella complessa tematica cabbalistica analizzando i rapporti fra misticismo e autorità religiosa, addentrandosi nelle interpretazioni mistiche della Bibbia, mettendo in luce le tensioni esistenti fra pensiero filosofico e pensiero mistico nella concezione del divino. Il simbolismo usato dalla religiosità mistica, la figura del Golem nella cultura ebraica, Kabbalah e mito, rapporti fra tradizione e innovazione nel pensiero cabbalistico sono momenti di particolare significato nell’indagine dello studioso, che è in grado di illuminare, nel linguaggio piú accessibile, un mondo remoto e poco conosciuto.


Da secoli la Sacra Sindone appassiona gli uomini di ogni religione e fede. Venerata come una reliquia, è stata sottoposta a innumerevoli esami, senza che il suo mistero fosse interamento svelato. Facendo ricorso ai più moderni metodi scientifici, Christopher Knight e Robert Lomas, gli autori del best seller La chiave di Miriam, sono ora in grado di formulare un’affascinante e rivoluzionaria ipotesi su quando e da chi sia stato prodotto il sacro lenzuolo. E non è tutto. Il secondo Messia, infatti, non solo risolve l’enigma della Sindone ma spiega un mistero ben più profondo, rivelando al lettore in che modo possa essere messa in stretto collegamento con Gesù, i Templari, la massoneria. Finora i custodi di questo grande segreto hanno tentato di nasconderlo al mondo, e persino ai loro confratelli, con tutti i mezzi possibili. Un errore, però, li ha traditi, una prova che non sono riusciti a eliminare… nascosta nei riti abbandonati della massoneria.


Grazie allo studio comparato di documenti egizi, dell’Antico e Nuovo Testamento, della letteratura cristiana e rabbinica primitiva, dei manoscritti del Mar Morto, gli autori sono riusciti ad individuare l’esistenza di un simbolismo esoterico utilizzato sia dai faraoni che da Gesù, poi adottato dai templari e via via tramandato ai ‘fratelli’ moderni. Furono proprio i templari a riesumare i papiri di Qumram, seppelliti dai cristiani primitivi a Gerusalemme poco prima della distruzione della città, e ad appropriarsi degli antichi insegnamenti in essi contenuti.
Da allora i manoscritti sono rimasti nascosti nelle pieghe del tempo. Alla fine di un lungo lavoro di investigazione i due autori sono riusciti a far luce sull’enigma che impediva l’individuazione dell’ultimo nascondiglio: un misterioso edificio costruito dai discendenti dei templari più di cinque secoli fa in Scozia.


A partire dal Rinascimento – ma ancora prima, da Platone – ha cominciato a circolare l’idea che esiste un sapere segreto, nascosto nei testi sacri o nella storia, e che alcuni eletti possono conoscere e utilizzare questa conoscenza, perché l’intero universo è interconnesso e soggetto a forze che questo sapere può controllare. È una scienza occulta che continua ad avere seguaci. In questo testo David S. Katz, studioso di occultismo, messianismo e fondamentalismo religioso, segue questo filone della cultura occidentale nelle sue varie manifestazioni, dalla nascita dei Rosacroce e della massoneria alle visioni di Swedenborg, dal sincretismo con la Cabala e con le religioni orientali alla parapsicologia, dall’esoterismo fino all’attuale New Age. Il filone ha protagonisti di rango, da Isaac Newton a Kipling, e molti legami (a volte insospettabili) con la storia della filosofia, della letteratura e delle arti.


La trasformazione energetica del nostro intero sistema solare è ora in svolgimento, e ne stiamo già sentendo gli effetti – il governo USA lo ha ammesso in un articolo in prima pagina sul New York Times – ma sta tentando di incolpare qualcuno sul riscaldamento globale. Questa è di gran lunga l’opinione più semplicistica e sottoinformata riguardo a ciò che sta avvenendo, sebbene l’inquinamento umano stia certamente causando un danno notevole alla biosfera terrestre.
In questo libro viene presentato un modello completamente Unificato, che mostra come stanno lavorando gli stessi campi energetici su tutti i livelli di misura, dal quanto all’intergalattico. Questo prova che l’Universo è olografico e/o frattale nella sua vera natura. Questo modello non è mai esistito in modo così completo nella nostra storia recente, almeno non in modo manifesto. Molti paradossi irritanti della scienza sono stati risolti ora in una singola, equilibrata cosmologia multidimensionale – che ha delle implicazioni sbalorditive per il nostro immediato futuro.


Il nome di Gustavo Adolfo Rol, di Torino, è destinato a rimanere nella storia della parapsicologia, di tutti i paesi, a grandi caratteri. Dei suoi 91 anni di vita oltre sessanta li ha dedicati agli esperimenti sul paranormale, in tutte le sue varietà possibili: ha letto nei libri chiusi, ha previsto il futuro, ha scritto, disegnato, dipinto a distanza, senza toccare matite, penne e pennelli, ha smaterializzato oggetti senza toccarli; ha fatto tante altre cose sbalorditive, tutte sempre senza scopo di lucro, con la sola finalità di recare del bene al prossimo e di far capire che queste doti, a lui, uomo di Fede, venivano dall’Alto, per dimostrare l’esistenza di Dio. Hanno ammirato Rol statisti, scienziati, artisti, celebrità di ogni campo. Di questa eccezionale attività, di questi continui prodigi ci sono testimonianze sparse su giornali e libri, ma mancava a tutt’oggi un’opera organica. Remo Lugli, giornalista e scrittore, amico di Rol, che ha avuto la fortuna di seguirlo assiduamente per parecchi anni partecipando a centinaia di sedute, ci offre in questo libro una documentazione di alto interesse, sia per chi non ha conosciuto il grande sensitivo, sia per gli studiosi del paranormale.


Che cos’è l’esperienza? Come può un organismo fare esperienza? Si tratta di uno dei problemi scientifici fondamentali: le neuroscienze stanno indagando i meccanismi che trasformano l’attività neurale in esperienza. Nei libri di testo si racconta che il cervello riceve segnali che vengono decodificati come esperienze: un odore, un colore, un gusto. Tuttavia nessuno sa come avvenga questa trasformazione. La risposta, come la lettera rubata dell’omonimo racconto di E.A. Poe, potrebbe essere sotto gli occhi di tutti. Un ubriaco cerca le chiavi di casa sotto la luce di un lampione. Quando passa un amico e gli chiede: “Perché le cerchi sotto il lampione? Le hai perse lì?”, l’ubriaco risponde: “No, ma almeno qui ci vedo”. Cercare l’esperienza solo dentro l’attività neurale potrebbe essere analogo al cercare le chiavi solo sotto la luce del lampione. Per capire che cos’è l’esperienza potremmo avere bisogno di un nuovo punto di vista. Gli autori intraprendono quindi un viaggio, lungo i percorsi della filosofia, della psicologia e delle neuroscienze, per rileggere secondo un’ottica diversa i risultati sperimentali sull’esperienza; immagini mentali, percezione, illusioni ottiche, sogni e allucinazioni, contribuiscono così a fornire al lettore un quadro esauriente di una delle frontiere scientifiche più attuali e affascinanti.


Perù, la città di Ayacucho ha appena festeggiato l’ultimo giorno del Carnevale quando si levano le grida di terrore del contadino Mayta: nella stalla della sua fattoria c’è il cadavere di un uomo. Il corpo è deformato dal fuoco, ma sulla fronte si riconosce distintamente il segno di una croce. A indagare viene chiamato Félix Chacaltana Saldivar, pubblico ministero di Lima. Chacaltana è uomo ligio ai regolamenti e fiducioso nelle istituzioni ma, non appena inizia a investigare, si trova proiettato in una situazione oscura, che gli sfugge di mano. A comandare sono i capi militari determinati a chiudere il caso come un incidente, per non suscitare preoccupazioni in vista delle elezioni imminenti. Ma Chacaltana non può tirarsi indietro: a imporglielo è non solo la sua coscienza, ma un’ondata di morte che sembra non aver fine. Prima un detenuto di Sendero Luminoso, poi lo stesso Mayta, poi un sacerdote. Tutti uccisi orribilmente, seguendo un percorso ideale che lascia sui loro corpi simboli che riconducono alla Quaresima e alla settimana santa. Barcamenandosi tra potere militare e giudiziario, popolazione inerte e ostile, Chacaltana scaverà nel passato torbido della regione, svelando torture e atti di violenza. Fino alla inimmaginabile verità.


“La breve e favolosa vita di Oscar Wao”: già dal titolo si capisce che il romanzo non avrà un lieto fine classico. Ma non importa. Perché la vita di Oscar – ribattezzato Wao da un amico dominicano che storpia il nome di Wilde è davvero favolosa. Da favola. Da favola letteraria, magica e realistica al tempo stesso. Nasce e cresce nel New Jersey, il grasso, poco attraente, intelligente e parecchio eccitato Oscar. Sua madre Belicia è una ex reginetta di bellezza scappata da Santo Domingo perché perseguitata dal clan del dittatore Trujillo, la sorella, Lola, è una ragazza dolce, assennata e insieme spericolata come tutte le dominicane di Diaz. L’intero albero genealogico di Oscar, come quello di altre migliaia di dominicani, è composto da figure torturate, espropriate, martirizzate.


Negli anni ‘90 Jordan Belfort ha guadagnato più soldi di quanti riuscisse a spenderne nelle sue leggendarie notti piene di coca, eccessi e squillo di lusso; più di quanti avesse mai osato sognarne ai tempi in cui vendeva carne e pesce nel Queens. Perché a Wall Street, cuore tachicardico della finanza mondiale, niente è impossibile, se sei giovane e affamato abbastanza. E nessuno ha più fame di Belfort, arruolato come semplice telefonista dalla società di brokeraggio LF Rothschild e subito contagiato dalla selvaggia ambizione dei giovani broker che “puzzano di successo lontano un miglio”. Geniale e spericolato, Belfort impara in un lampo l’ambigua arte di spostare mucchi di soldi e felicità, e giunge, nel giro di pochi anni, a fondare la sua società, la potentissima Stratton Oakmont, la “Disneyland dei broker”, dove il denaro si moltiplica senza controllo. Ma non bastano otto Ferrari, la villa più grande degli Hamptons, una moglie trofeo, l’elicottero personale pilotato in stato di ebbrezza, per farti padrone del mondo o, se è per questo, della tua vita. Dipendente da ventidue sostanze diverse, dalle orge, e dal vizio implacabile della grandezza, Belfort si prepara a una caduta più spettacolare persino della sua formidabile ascesa. Cattivo, sincero, irriverente, “II lupo di Wall Street” è la travolgente storia vera del più grandioso e spudorato sogno americano degli ultimi decenni, simbolo di un sistema che esalta e corrompe.